I consigli di Occhio Tecnico | “Johan Cruyff, La mia rivoluzione”

I consigli di Occhio Tecnico | “Johan Cruyff, La mia rivoluzione”

Il consiglio di Occhio Tecnico di questo weekend è un must della letteratura sportiva: l’autobiografia di Johan Cruyff, profeta del ‘Calcio Totale’.

Non si può comprendere il calcio moderno prescindendo da Johan Cruyff: l’olandese è stato una figura centrale di questo sport, uno spartiacque fra passato e modernità. Basterebbe solamente il nome dell’autore per non necessitare ulteriori motivi per leggere questo libro, ma noi vogliamo darvene comunque degli altri. Il titolo dell’autobiografia è particolarmente azzeccato: “La mia rivoluzione”. Già, Johan Cruyff è stato un rivoluzionario al quadrato: con i piedi e con la testa. Un’altra chicca sono le prefazioni di Federico Buffa Carlo Pizzigoni (autore di una bibbia profana come “Locos por el Futbol”). Leggere Cruyff è innanzitutto leggere il calcio, comprendere alcune dinamiche che governano il gioco più bello del mondo.

Johan Cruyff: il calcio si gioca con la testa

In uno dei passaggi più illuminati del libro, Johan Cruyff delinea quello che per lui è il prototipo del “bravo giocatore”, sottolineando uno degli aspetti fondanti del suo pensare-calcio. “Un bravo giocatore è quello che tocca la palla una volta sola e sa dove andare. Di solito gli allenatori sono fissati col movimento, chiedono di correre per novanta minuti e dare l’anima in campo. Ma non è necessario correre troppo, il calcio si gioca con il cervello. Devi essere al posto giusto nel momento giusto, né troppo presto né troppo tardi”. Il calcio cerebrale dell’iconico numero ’14’ ha fatto la storia del gioco e ha influenzato le evoluzioni che ne hanno caratterizzato il futuro. Dai dettami di Cruyff, fonte di acquaviva, è stato irrorato anche il mare magnum del tiki-taka di Guardiola.


La scintilla che ha acceso la mente di Johan Cruyff, riguardo ad un calcio più cervellotico, è arrivata da una sua esperienza con il baseball. A dimostrazione che l’immistione fra più discipline può essere una risorsa importante per un atleta e per questo è importante che i bambini possano praticare più sport. La celebre frase di José Mourinho chi sa solo di calcio, non sa niente di calcio”, in questo senso, si potrebbe rigirare: chi conosce oltre al calcio, capisce meglio il calcio. L’olandese, riguardo al baseball, scrive: “Appresi aspetti che poi mi sarebbero stati utili nel calcio, come lo sguardo globale ed il pensare in anticipo. Nessun allenatore di calcio mi ha mai detto che dovevo sapere dove calciare la palla prima di riceverla. Quando iniziai a giocare da professionista, quello che avevo imparato nel baseball riaffiorò e divenne un mio punto di forza: la visione di gioco totale”. Una delle lezioni che possiamo apprendere da Johan Cruyff è che bisogna fare in modo che la mente dei calciatori sia aperta e allenare la loro capacità di creare interconnessioni fra le conoscenze. Per questo motivo vi consigliamo anche l’intervista di Julio Velasco fatta da Marco Montemagno: un punto di contatto fra calcio e pallavolo.

La visione dello Sport di Johan Cruyff

Un altro aspetto che traspare con grande forza dal suo libro, è la concezione di sport di Johan Cruyff: totale e totalizzante, come sempre. La sua esperienza negli Stati Uniti d’America a fine carriera, è stata molto formativa da questo punto di vista. “La grande differenza con l’Europa è che da noi lo sport viene gestito dai club, dalle società, mentre in America dalle scuole. Da loro lo sport è così importante da far parte del pacchetto formativo. Nella nostra cultura sport e scuola sono due mondi separati, ma questo è un pensiero profondamente sbagliato. Negli Stati Uniti lo sport è una materia di studio come le altre: c’è chi diventa medico, chi avvocato e chi giocatore di football americano. In Europa si crede troppo spesso che gli sportivi siano stupidi. Non è affatto così: non si può diventare atleti di primo livello se non si è intelligenti”. La necessità di insegnare e coltivare lo sport all’interno delle istituzioni scolastiche ed educative è un tema che, ancora oggi, è di un’attualità disarmante.

Insomma, qua vi abbiamo mostrato solamente la punta dell’iceberg di questo libro. Un iceberg che se ti ci imbatti non ti affonda, ma che diventa una fonte purissima di sapere sportivo e calcistico. Noi il nostro consiglio ve lo abbiamo dato (per acquistare il libro vi lasciamo il link qua sotto), ora la palla passa a voi: buona lettura e buon Johan Cruyff!

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